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Struttura cinquecentesca costruita sulle rovine di un precedente edificio gotico. Contiene un grandioso affresco raffigurante la "Dormizione" (morte) della Vergine, del 1517, attribuito al pittore Pellegrino da Modena.
Pittoresco paese sulla sponda settentrionale del lago di Bracciano, poche decine di chilometri a nord di Roma. Costruito su una rupe di lava leucitica, il paese è situato all'estremità di un piccolo golfo, cratere secondario di un antico vulcano.
Conserva un pregevole piccolo borgo medievale e offre un bel lungolago alberato che si estende per circa 3 km, con molti bar e ristoranti in vista del lago.
Trevignano Romano si trova nella cosiddetta "Tuscia romana" ed è un centro ideale per gite in una regione di alto interesse turistico, artistico e naturalistico.
Oltre naturalmente a Roma (circa 45 km), da Trevignano si raggiungono facilmente Cerveteri (30 km), Bracciano (12 km), Sutri (12 km), Viterbo (45 km), Tarquinia (61 km), Tuscania (52 km), Caprarola (25 km), i monti della Tolfa e altre suggestive località.
Trevignano si estende sulla riva settentrionale del lago di Bracciano o Sabatino.
Il lago è quasi circolare, con un diametro di circa 9 chilometri ed una profondità al centro di 170 metri.
Un sistema di raccolta delle acque nere e un severo controllo nell'uso dei pesticidi nelle coltivazioni circostanti, ne rendono l'acqua molto pulita, tanto da costituire il bacino di riserva per le emergenze idriche della città di Roma. Per questo motivo sono vietate tutte le imbarcazioni a motore, rendendo il lago ideale per la vela, la canoa, il windsurf.
IL LAGO
Il clima di Trevignano è temperato, perché la presenza del lago evita escursioni troppo forti della temperatura tra massima e minima. Raramente si hanno gelate in inverno, cosicché vegetano e fruttificano intorno al lago anche alcune piante tropicali, aranci, limoni, bouganvillae.
* Altitudine 164 m s.l.m.
* Area 57.02 km2
* Volume 5.05 km3
* Prof. max. 165 m
* Prof. media 88.6 m
* Superficie del territorio che convoglia acqua
(bacino di drenaggio) 146.7 km2
* Acqua scaricata attraverso l'emissario 1.17 m3 al secondo
* Tempodi rinnovo 137 anni
Secondo del Lazio ed ottavo in Italia per superficie (57 Kmq.), il romano Sabatinus Lacus ha una profondità di 165 m. ed un volume di oltre 5 miliardi di mc. Il suo perimetro (31,5 Km.) è pressochè circolare; i tre centri di Bracciano, Anguillara e Trevignano si collocano a distanze reciproche regolari di circa 11,5 Km., realizzando una perfetta, regolare triangolazione.
Circa un milione e mezzo di anni fa una serie di eruzioni vulcaniche comportò l'emersione del sistema vulcanico detto oggi "sabatino"; cessate le eruzioni i crateri si riempirono di acqua formando quattro laghi.
Di questi, due (Bracciano e Martignano) sono ancora esistenti, un terzo, quello di Baccano, fu prosciugato in età romana, mentre il quarto, detto di Stracciacappe fu bonificato nel XVIII secolo poichè ridotto ad appena un acquitrino.
Unico emissario naturale di Bracciano è il torrente Arrone; dall'800, però, sbarrato con una diga, esso viene utilizzato solo in caso di piena, mentre di norma le acque scaricano nel bacino del Tevere.
L'acqua del Lago di Bracciano fu utilizzata sin dall'età romana per consumo potabile; l'antico acquedotto di Traiano fu restaurato da Paolo V agli inizi del '600 e perciò chiamato "Acqua Paola", il cui fontanone terminale decora la nota piazza panoramica in cima al colle del Gianicolo, in Roma.
L'acquedotto, di cui si possono osservare le torrette-spia, alte circa 4 metri, lungo la Via Cassia in direzione di Sutri, ha un percorso di 43 Km. ed una portata di 80.000 mc. al giorno.
Conservatosi perfettamente integro fino al secondo dopoguerra, il Lago ha risentito nel corso degli anni '60 e '70 del progressivo e indiscriminato aumento degli scarichi dei centri rivieraschi e delle attività agricole.
Agli inizi degli anni '80 il pool formato dai tre Comuni, dalla Provincia, dalla Regione e dall'A.C.E.A. realizzò un collettore circumlacuale che convoglia tutti gli scarichi in un depuratore. Inoltre dal 1987 fu vietata la navigazione a motore e l'uso di fertilizzanti e pesticidi.
Ciò ha comportato nel giro di pochi anni ad un recupero integrale delle originarie condizioni di purezza dello habitat. Sussistono ancora lembi di foresta riparia (pioppi, ontani e salici) e l'ittiofauna, un tempo base essenziale dell'economia locale, è ancora assai ricca e varia (lucci, persici, coregoni e anguille).
Tra gli uccelli si segnalano falchi pescatori ed uccelli migratori delle zone umide; più rara è la presenza dei mammiferi, a causa, in particolare, dello sviluppo dell'urbanesimo e del turismo. Il comprensorio lacuale costituisce parte integrante di una più vasta area naturalistica, che si estende ad Ovest verso i Monti della Tolfa e ad Est verso la valle del Tevere. Strettamente connesse all'ambito del lago, pertanto risultano sia la Caldara di Manziana (ulteriore, antico, cratere del complesso sabatino, punteggiato da geyser di anidride solforosa, manifestazione residue di vulcanesimo secondario) e la riserva naturale di Monterano.
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